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Ci troviamo in un momento, dal punto di vista dei tassi, sociale e macroeconomico, piuttosto strambo. In passato i tassi nominali dei mutui erano inversamente proporzionali al costo degli immobili. Quando i tassi erano bassi erano però alti i prezzi degli immobili. Oggi invece il quadro è diverso e, per certi versi irripetibile. Il mix tra crisi strutturale dell’Eurozona e bassa inflazione (assai legate tra loro) ha mescolato le carte: oggi sono bassi sia i tassi nominali (non quelli reali) dei mutui sia i prezzi degli immobili. Per cui, per chi sta pensando a un mutuo da investimento il momento non è, come dire, storicamente dei peggiori. Tutt’altro.

Più nel dettaglio, si stanno verificando in simultanea queste 3 condizioni:

1) i tassi nominali sui mutui sono ai minimi storici, dato che si può ottenere un mutuo a tasso variabile all’1,25% e a tasso fisso al 2,7%;

2) i prezzi delle case sono scesi del 20-30% dai picchi del 2007-2008;

3) i  stanno salendo perché sta, ahinoi, aumentando la quota della popolazione che non è in grado di comprare casa (anche attraverso il mutuo) e che quindi è tecnicamente costretta a propendere per la soluzione dell’affitto (ed è questo il motivo per cui le banche centrali non riescono, pur stampando moneta a go-go, a creare inflazione).

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