L’Osservatorio di Doxa ha ascoltato la voce di 6000 famiglie dislocate su tutto il territorio nazionale, focalizzandosi sui nuclei familiari che si sono dichiarati poco o parzialmente soddisfatti dell’abitazione in cui vivono. Per il 90% degli italiani la casa è in cima alla lista delle priorità, l’abitazione riveste significati diversi che vanno oltre l’idea di bene fisico con valore economico, per gli italiani la propria casa ha un “valore esistenziale” e viene percepita come un luogo affettivo e di espressione per chi la abita. Nonostante questo, quasi la metà degli italiani si dice non pienamente o solo parzialmente soddisfatto della propria casa.

Le motivazioni di tale insoddisfazione sono da ricondurre ad alcuni elementi specifici.  Uno su tutti: le caratteristiche strutturali degli edifici (aspetto esteriore, dimensione dell’appartamento, distribuzione degli spazi interni e qualità dei materiali e delle finiture interne). E ancora, tra le ragioni dell’insoddisfazione, c’è anche il nuovo modo di intendere la qualità della vita e del proprio abitare, caratterizzato dalla volontà di vedere riflessi i propri principi circa la sostenibilità anche nelle proprie scelte abitative.

Infatti, gli italiani vorrebbero vivere in case più efficienti a livello energetico, con conseguente beneficio sia a livello ambientale sia economico, con minori spese di gestione ordinarie e straordinarie. Una casa che sia efficiente, ma anche smart. Questo senso di soddisfazione parziale genera un forte desiderio di cambiamento e per questo circa il 25% degli insoddisfatti vorrebbe cambiare casa.

Con il nuovo modo di vivere la casa dunque, evolve anche il concetto di spazi confortevoli che devono avere sei prerogative: luminosità degli ambienti, comfort termico/acustico, sicurezza, efficienza energetica, tecnologia semplificante, adattabilità.

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