sondaggio bankitalia

Il 5 agosto scorso è stato pubblicato il consueto rapporto trimestrale di Bankitalia sul sentiment degli agenti immobiliari in materia di mercato delle abitazioni.
Rispetto alla precedenti pubblicazioni non sono emerse novità sostanziali se non un apparente livello inferiore di pessimismo. Il campione interessato è costituito da 1.343 agenzie che rappresentano circa il 4,3% del totale delle strutture che risultano attualmente abilitate all’esercizio della professione.

I prezzi
Si mantiene nettamente prevalente la percentuale delle agenzie immobiliari che prevede prezzi in diminuizione nei prossimi mesi, con oltre il 56% del totale ed un picco di quasi il 60% nella provincia del nord-est e del nord-ovest. Il 42,7% prevede prezzi stabili mentre solo lo 0,8% azzarda l’ipotesi di prezzi in aumento.

Compravendite
La percentuale di agenzie che ha venduto almeno una abitazione nel trimestre sale al 71,1%, peggiora però il giudizio relativo alle condizioni della domanda: il saldo tra la quota di agenti che riportano un incremento e quella di quanti segnalano una diminuzione dei potenziali acquirenti è tornato negativo, a -4,3 punti percentuali.

Incarichi a vendere
Diminuiscono gli incarichi a vendere: il saldo tra l’aumento e la diminuzione è sceso a 17,2 punti
percentuali riflettendo il rallentamento di quello relativo all’afflusso di nuovi mandati. Secondo il giudizio degli operatori, le principali cause di cessazione dell’incarico rimangono legate al divario tra prezzi offerti e domandati.

Trattative e tempi di vendita
Continua ad aumentare il margine medio di sconto sui prezzi di vendita rispetto alle richieste iniziali del
venditore risultando pari a 15,5 per cento (contro il 15,0 in aprile). Il tempo medio che intercorre tra
l’affidamento del mandato e la vendita dell’immobile è lievemente sceso (a 9,4 mesi, da 9,8).

Modalità di finanziamento degli acquisti
La quota di acquisti finanziati con un mutuo ipotecario è lievemente salita portandosi al 66,8 per cento(dal 65,2 in gennaio). Il rapporto tra prestito e valore dell’immobile è aumentato di poco (al 65,3 percento, dal 64,2).

Locazioni
La quota di operatori che hanno dichiarato di avere dato in locazione almeno un immobile nel secondo trimestre del 2015 è aumentata all’82,7 per cento (dall’80,0). L’incidenza di coloro che, nello stesso periodo, hanno segnalato una riduzione dei canoni di locazione è diminuita (al 38,6 per cento, dal 44,8), a fronte dell’aumento della quota di giudizi di stabilità (al 58,3 per cento, dal 52,1). La percentuale di agenzie che si aspettano una stabilità o una diminuzione dei canoni nel trimestre in corso è rimasta pressoché stazionaria rispetto alla precedente rilevazione (al 75,6 e al 22,3 per cento, rispettivamente). Anche il margine medio di sconto sui canoni rispetto alle richieste iniziali del locatore è restato sostanzialmente invariato, al 6,7 per cento. Il saldo negativo fra le risposte di aumento e di diminuzione dei nuovi incarichi a locare si è portato a – 6,2 punti percentuali (da -7,1 della precedente rilevazione); rimangono largamente prevalenti i giudizi di stabilità (62,6 per cento, da 64,1 di tre mesi prima).

Le prospettive del mercato in cui operano le agenzie
Le aspettative degli agenti immobiliari sulle tendenze a breve termine del proprio mercato di riferimento sono risultate meno ottimistiche rispetto al sondaggio precedente.
Le prospettive sui nuovi incarichi a vendere sono peggiorate rispetto ad aprile: il saldo è sceso a 4,3punti percentuali, da 14,5, riportandosi sui livelli del secondo trimestre del 2014. La quota di operatori che anticipano una diminuzione dei prezzi nel trimestre in corso è cresciuta, al 47,5 per cento(dal 42,0 della rilevazione di aprile mentre i giudizi di stabilità si sono attestati al 52,1 per cento.

Le prospettive del mercato nazionale delle compravendite
La quota delle indicazioni di miglioramento è calata al 43,1 per cento dal 50,6 di aprile e al contempo sono aumentati i giudizi di peggioramento (al 20,9 per cento dal 16,2). Se confrontate con lo stesso trimestre del 2014, le aspettative degli operatori risultano sostanzialmente migliorate.
In ogni caso anche tra le fila delle agenzie immobiliari prevale nettamente la consapevolezza che gli attuali prezzi non sono sostenibili e sono destinati ad un importante ridimensionamento, probabilmente con la stessa estenuante lentezza che ha contraddistinto il comparto nostrano negli ultimi otto anni.

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